Ci teneva molto a fare quella cena con gli
amici che si era scelto. Gesù aveva indicato personalmente il luogo e aveva
dato l’incarico a due apostoli fidati, Pietro e Giovanni, di preparare la
tavola in una stanza già addobbata per la festa di Pasqua. Doveva essere per
ogni ebreo una cena speciale dove nulla era lasciato al caso. Ogni gesto, ogni
parola, ogni boccone, ogni sorso di vino era carico di significati e doveva
essere fatto in un momento preciso indicato da un ordinamento che aveva finito
per indicare la stessa cena, Era il “sèder” nome che è rimasto fino ad
oggi nella tradizione ebraica.Benvenuti alla Scala dei Santi
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Scuola on line: Introduzione allo studio della Bibbia
Gli insegnamenti di Don Giovanni Boggio (Biblista)
sabato 8 ottobre 2016
IL PRIMO “MISSA EST”
LO HA DETTO GESÙ
Ci teneva molto a fare quella cena con gli
amici che si era scelto. Gesù aveva indicato personalmente il luogo e aveva
dato l’incarico a due apostoli fidati, Pietro e Giovanni, di preparare la
tavola in una stanza già addobbata per la festa di Pasqua. Doveva essere per
ogni ebreo una cena speciale dove nulla era lasciato al caso. Ogni gesto, ogni
parola, ogni boccone, ogni sorso di vino era carico di significati e doveva
essere fatto in un momento preciso indicato da un ordinamento che aveva finito
per indicare la stessa cena, Era il “sèder” nome che è rimasto fino ad
oggi nella tradizione ebraica.
Ci teneva molto a fare quella cena con gli
amici che si era scelto. Gesù aveva indicato personalmente il luogo e aveva
dato l’incarico a due apostoli fidati, Pietro e Giovanni, di preparare la
tavola in una stanza già addobbata per la festa di Pasqua. Doveva essere per
ogni ebreo una cena speciale dove nulla era lasciato al caso. Ogni gesto, ogni
parola, ogni boccone, ogni sorso di vino era carico di significati e doveva
essere fatto in un momento preciso indicato da un ordinamento che aveva finito
per indicare la stessa cena, Era il “sèder” nome che è rimasto fino ad
oggi nella tradizione ebraica.venerdì 23 settembre 2016
NON TOCCATECI LA MESSA...
…MA NON CHIAMIAMOLA MESSA!
“Ite, missa est”. Era il saluto con cui il sacerdote
congedava i fedeli che avevano partecipato alla Cena del Signore Gesù
rispondendo al suo invito: “Fate questo in mia
memoria”. Non era soltanto un incontro conviviale di un gruppo di amici, ma era soprattutto rivivere l’esperienza degli apostoli in quell’ultima cena con Gesù prima della sua morte. Il Maestro aveva parlato a lungo, aveva confidato i suoi sentimenti più intimi e soprattutto aveva promesso di rimanere sempre con loro come il pane e il vino che non potevano mai mancare, anche nel cibo dei più poveri, per garantire la vita.
memoria”. Non era soltanto un incontro conviviale di un gruppo di amici, ma era soprattutto rivivere l’esperienza degli apostoli in quell’ultima cena con Gesù prima della sua morte. Il Maestro aveva parlato a lungo, aveva confidato i suoi sentimenti più intimi e soprattutto aveva promesso di rimanere sempre con loro come il pane e il vino che non potevano mai mancare, anche nel cibo dei più poveri, per garantire la vita.
sabato 3 settembre 2016
LETTERA APERTA
AL PRIORE DI BOSE & FOLLOWERS
Mi sono imposto di mantenere un silenzio rispettoso di fronte alla tragedia che ha travolto tante persone, convinto che a volte le parole possono essere inopportune. Ne ho avuto la dimostrazione vedendo i fiumi di commenti che si sono riversati dai giornali e dagli schermi televisivi. Le notizie e le immagini parlavano da sole ma si sono mescolate e a volte sono state sopraffatte da tanta retorica, poesia, polemiche, accuse, insinuazioni maligne, promesse.
Passati i primi giorni dal terremoto
devastante, la vita sta riprendendo i suoi ritmi soliti. Mi è ritornato in
mente un tema che avevo accantonato ma che mi sembra doveroso riproporre perché
continua ad essere attuale. Lo spunto mi è stato offerto dalla conclusione
della settimana liturgica nazionale svoltasi a Gubbio a metà di agosto, in
particolare dall’intervento del priore di Bose, Enzo Bianchi.
giovedì 18 agosto 2016
PREGARE INSIEME: “A PRESCINDERE”
SONO D'ACCORDO CON I MUSULMANI
Non con tutti, ma con quelli che non sono andati a messa per manifestare solidarietà con i cristiani. Le motivazioni che li hanno spinti a questa scelta, stando alle dichiarazioni riportate dai giornali, sono molto varie e non tutte condivisibili dal mio punto di vista. Però mi è sembrato molto bello quanto dichiarato da alcuni “assenteisti” che non hanno partecipato alla messa “per rispetto verso i cristiani”. Con questo non voglio dire che tutti lo abbiano fatto per lo stesso motivo, né che quanti sono entrati nelle nostre chiese avessero intenzione di recare un affronto alla nostra religione.
lunedì 8 agosto 2016
“…SBATTUTI DA ORRIDA TEMPESTA”
ACCADEVA 170 ANNI FA
Diciamo che è stato un caso a bloccare la
solerte bibliotecaria alla ricerca del termine tecnico preciso per catalogare
un volume dal contenuto molteplice e difficilmente definibile.
Diciamo che è stato un caso che io entrassi in
biblioteca proprio in quel momento di ricerca affannosa e che mi sia stato
richiesto un parere per poter completare la scheda.
Diciamo che è stato un caso che mi sia trovato
tra le mani un libro che non avrei mai preso in considerazione per il suo aspetto
più che modesto che non attirava l’attenzione.
mercoledì 3 agosto 2016
PARLIAMO DI VACCHE
VACCHE MAGRE E
VACCHE GRASSE
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